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Care amiche e amici di Endosphères,

abbiamo deciso sia arrivato il momento di rendere omaggio alle donne.

A quelle donne che con il loro coraggio e la loro tenacia hanno cambiato la storia. Tutte le storie. Tutte le vite.

La nostra vita. Il nostro mondo. Le donne che hanno cambiato la storia dell’arte, in tutte le sue forme, il cinema, la danza, la musica, la poesia. Ma anche la storia della società, della politica, del pensiero…da oggi insieme ripercorreremo le loro storie, il loro carattere, le loro personalità.

Le loro fragilità. Il loro amore. La loro semplicità.

Perché ogni donna ha dentro lo stesso coraggio e la stessa tenacia e in ogni piccolo gesto del nostro vivere quotidiano dimostriamo la nostra storia, il nostro carattere, la nostra personalità. Le nostre fragilità, che accogliamo e trasformiamo ogni giorno. La nostra inesauribile e brillante forza.

E non possiamo che iniziare con lei, l’icona immortale di stile Coco Chanel.

Lei, nata povera, abbandonata dai genitori e cresciuta in un orfanotrofio, che ha trasformato le vesti monacali che l’hanno accompagnata da bambina in uno stile severo, minimale, elegantissimo.

Quando conobbe il suo primo compagno, aveva 21 anni. E già si dimostrava una donna diversa dalle altre, che non sottostava alle regole della moda del tempo. Siamo nei primi del 900 e la Belle Époque imponeva alle donne vestivi con bustini, merletti e cappelli sfarzosi. E lei invece iniziò a realizzare i primi cappelli, i suoi cappelli, con una piuma singola o un semplicissimo fiorellino di raso. E qui comincia la sua storia.

Sostenuta dall’uomo che amava, Chanel apre il suo primo negozio e comincia a produrre abiti. Il suo stile fu subito riconoscibile dalla purezza, la linearità dei modelli e dei colori scelti. All’inizio solo bianco e nero. Perché “il nero conteneva tutto. Anche il bianco. Sono d’una bellezza assoluta. È l’accordo perfetto”

Lei diede slancio alla nuova figura femminile che si stava affermando nella società dei primi del Novecento.

La donna che lavora, che deve potersi muovere, che non può essere costretta da un abbigliamento complesso e sfarzoso.  Per creare, lei si ispirava alla strada. Alle persone che lavoravano. A chi incontrava e faceva parte del suo mondo. Fu chiamata Regina del genere povero ma qui non si parla di povertà, si parla di eleganza. Di semplicità. Di eliminare il superfluo, scomodo e inutile, per aprire nuove strade.

Per cambiare la società.  Sì, perché la rivoluzione di Chanel fu proprio in questo.

Diede l’opportunità alle donne di indossare i primi pantaloni, tenendo fede ad un’eleganza inarrivabile.

Lei, nata povera, cresciuta in orfanotrofio, è stata ed è ancora il punto di riferimento della vera essenza della moda e della donna:

la semplicità