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Il bambino ha le sue specificità e per questo le patologie pediatriche richiedono conoscenze, capacità diagnostiche e di trattamento adeguate. In questo senso, grande rilevanza hanno la diagnosi precoce e il trattamento delle sordità infantili, con i disturbi di apprendimento e di linguaggio ad esse associati, attraverso mirate attività di screening e di audiologia infantile.

La visita otorinolaringoiatrica, con il supporto di alcuni esami strumentali, è in grado di discriminare tra le possibili cause dei problemi respiratori, uditivi o di flogosi ricorrenti, al fine di un corretto trattamento.

E’ indispensabile per la diagnosi precoce di un problema uditivo, che potrebbe condurre ad alterazioni nello sviluppo del linguaggio e di conseguenza nello sviluppo globale della personalità e delle capacità intellettive del bambino. Tra le ipoacusie infantili non esistono solo le forme neurosensoriali, irreversibili, ma anche, molto più frequenti, le ipoacusie trasmissive, dovute ad una compromissione delle strutture dell’orecchio medio, risolvibili con terapia medica o chirurgica. Anche queste condizioni, se protratte nel tempo, possono ritardare l’apprendimento del linguaggio (con conseguenze gravi sull’inserimento sociale del bambino e lo sviluppo della sua personalità).

La visita otorinolaringoiatrica nel bambino non differisce molto da quella che viene generalmente effettuata nell’adulto.

La visita effettuata in un bambino di 5 o più anni, nato a termine da una gravidanza normale, che non ha presentato malattie di rilievo nei primi anni di vita, consiste nell’escludere condizioni patologiche che i genitori non sono in grado di riconoscere (atresia coanale monolaterale, riduzione dell’udito da un solo orecchio, ostruzioni respiratorie, catarro tubotimpanico, tumefazioni cervicali, disfonia (difficoltà nell’emissione dei suoni), deglutizione atipica, ipertrofia adeno-tonsillare) o fattori che predispongono alle flogosi ricorrenti.

A tal fine verrà eseguita l’otoscopia, la faringoscopia e la rinoscopia anteriore con strumentario simile a quello utilizzato negli adulti. L’otoscopia è la visualizzazione del condotto uditivo esterno e della membrana timpanica per mezzo di un apposito strumento, l’otoscopio. La faringoscopia, o visualizzazione del faringe, può essere diretta, abbassando la lingua oppure indiretta, servendosi di uno specchietto oppure di un endoscopio flessibile a fibre ottiche (fibroscopio) che permette l’esplorazione di tutte le vie aeree superiori, quindi anche delle cavità nasali (rinoscopia).

Sulla base del quadro osservato, l’otorino valuterà la necessità di ricorrere all’ausilio di esami strumentali quali: un timpanogramma, un esame audiometrico, una fibrorinolaringoscopia, una rinomanometria, una radiografia dell’epifaringe, fino ai potenziali evocati uditivi, TC e risonanza magnetica, a seconda della patologia sospettata.

In un neonato non sottoposto a screening neonatale o con una positività del test delle emissioni otoacustiche alla nascita, previa valutazione otoscopica negativa, è indicato ripetere il test di screening e, in caso di confermata positività, procedere ad ulteriori approfondimenti, quali i potenziali evocati uditivi (da eseguire ad almeno 6 mesi di età).

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