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DOTT. OTELLO POLI

  • Visita Specialistica Medicina del Dolore
  • Trattamento Infiltrativo Locale
  • Blocchi Antalgici Nervi Cranici
  • Blocchi Antalgici Nervi Vertebrali

– Distretti più trattati:

  • Cranio-Facciale
    1. Cefalea Muscolotensiva
    2. Cefalea a Grappolo
    3. Emicrania
    4. Nevralgia Trigeminale
  • Colonna Vertebrale
    1. Dolore Midollare
    2. Dolore Radicolare
    3. Cervicobrachialgia
    4. Lombosciatalgia
  • Regione Pelvico/Perineale e Nevralgia del Pudendo
  • Diffuso: Fibromialgia

 

Il dolore cronico

Definizione ed inquadramento

Il dolore è un fenomeno ancestrale che è nato insieme all’uomo facendo parte di esso. La sua espressione clinica rappresenta un segnale ovvero un warning dal significato che qualcosa non sta funzionando nell’organismo umano.

Il dolore può sinteticamente ma esaustivamente essere definito come “esperienza somatosensoriale di connotato severamente negativa per il paziente con importanti coinvolgimenti circa l’aspetto sia affettivo che emotivo della persona”. Sovente è gravato dalla presenza di comorbilità. 

L’approccio alla Terapia del Dolore è una sfida difficile ma necessaria ed appassionante.

Il dolore può essere di tipo:

  • nocicettivo: quando causa è un danno tissutale;
  • neuropatico: quando origina da alterazioni del sistema nervoso, periferico e/o centrale.

Il dolore può essere:

  • acuto
  • cronico

Il primo quale spia di un disturbo insorgente o da poco insorto mentre il secondo, quello cronico, presenta una serie di connotazioni che necessitano subito di essere fissate come punti cardine.

Più in generale sarebbe più adeguato parlare in termini di dolore acuto-patologia correlato.

Analogamente per quel che concerne il termine dolore cronico. Questo va subito chiarito nelle sue differenti accezioni.

Esiste un dolore cronico anch’esso-patologia correlato proprio delle patologie ad andamento/decorso cronico mentre prendendo spunto dal “libro bianco sul dolore cronico” esiste un “dolore cronico” il quale, non più patologia-correlato (!), non rappresenta la semplice cronicizzazione in senso cronologico/temporale di un sintomo clinico esordito per questa o quella causa bensì una “nuova entità nosografica” alla quale  viene riconosciuta la dignità di essere malattia a sè stante a tutti gli effetti” ben distinta da quelle che in passato ne furono le cause originarie.

Pertanto non un mero criterio cronologico o temporale ma una vera e propria trasformazione che si produce a livello del Sistema Nervoso.

Alla base iniziale del dolore sarà la sofferenza tessutale, inizialmente di tipo flogistico, indipendentemente dalla patologia alla base del medesimo, di una regione  tessutale, organo o apparato del corpo umano.

La flogosi tessutale stimolerà le fibre nervose  periferiche ovvero le strutture nervose centrali  fino al manifestarsi delle componenti sintomatiche del dolore sia somatiche che emotive ed affettive.

Meccanismo neurofisiopatologico

La cronicizzazione del dolore, così come definita, inizia a livello del SNP (Sistema Nervoso Periferico) per poi coinvolgere e completarsi a livello del SNC (Sistema Nervoso Centrale)Le basi che sottendono questo processo vanno individuate nella persistente stimolazione periferica nocicettiva attraverso le vie predisposte a veicolare la informazione dolorosa ovverosia la via spino-talamica, la via spino-reticolare e la via via spino-mesencefalica (o cordonale posteriore).    La via terminale comune sarà il tratto talamo-corticale. L’area corticale in cui lo stimolo doloroso diviene consapevolezza di severa sofferenza è la area somatosensoriale.

Il persistere del processo suddetto potrà provocare nel tempo dapprima una semplice modificazione funzionale fino a giungere a vere e proprie modificazioni strutturali, nel contesto della anatomia già esistente, costituente il Sistema Nervoso.

Il meccanismo di ciò risiede nella così detta plasticità neuronale che si traduce nella possibilità di generare  nuove sinapsi e contestualmente un aumento dimensionale di alcune aree del SNC, in particolare del tratto talamo-corticale e della corteccia cerebrale somatosensoriale.

Particolarmente interessate saranno, pertanto, le regioni encefaliche quali l’ipotalamo (per la componente concernente la emotività e la affettività), la sostanza grigia peri-acqueduttale, il talamo e, quindi, il tratto talamo-corticale e la corteccia somatosensoriale (quest’ultima per la componente concernete la percezione consapevole del dolore medesimo). Quest’ultima struttura costituisce il sito laddove lo stimolo nocicettivo viene trasformato in una esperienza, il dolore, che raggiunge il livello di percezione e consapevolezza sia fisica che psichica nel corpo e nella mente del paziente.

A questo punto il circuito sarà chiuso ed auto-alimentantesi. Ciò rende conto di come la plasticità neuronale consenta di trasformare quello che all’origine era solo un epifenomeno ovvero il sintomo dolore patologia-correlato in una malattia a sé stante, anche dopo la eventuale risoluzione della patologia originaria.

Ricapitolando la stimolazione nocicettiva ripetitiva, dunque, attraverso i meccanismi di:            –

  • aumento del numero di sinapsi,
  • implementazione conseguente delle vie e delle strutture dolore-correlate,
  • ovvero attraverso la plasticità neuronale

rende ben conto di come possa essere modificata e la funzione e successivamente la struttura dolore-correlata a livello del Sistema Nervoso.

Avere chiaro il concetto di come il dolore cronico sia malattia a sé stante è fondamentale per comprendere di cosa si stia parlando nonché degli approcci terapeutici possibili ed efficaci.

Trattamento

L’approccio al trattamento del dolore sarà strettamente correlato alla formulazione della diagnosi causale.

Inoltre fondamentale sarà l’inquadramento  in dolore-patologia correlato, dove il trattamento sarà essenzialmente quello della patologia causale associato ad uno di tipo sintomatico,

ovvero   in dolore cronico patologia-non più correlato ovverosia “dolore malattia a sé stante”, nel cui caso il trattamento sarà molto più complesso ed articolato.

Modalità di approccio al trattamento del dolore

Le modalità di trattamento al sintomo dolore patologia-correlato così come al dolore cronico patologia-non correlato ovvero al dolore oramai divenuto malattia a sé stante contemplano opzioni singole o la  combinazione di più di una di quelle che varranno in seguito elencate.

Una prima suddivisione prevede una distinzione tra trattamento: farmacologico e non farmacologico.

Circa il trattamento farmacologico possono essere elencate classi di farmaci differenti.

Attualmente, i farmaci utilizzati nelle terapie del dolore si dividono in:

FANS ovvero analgesici non narcotici, analgesici narcotici ,adiuvanti, anestetici locali e cannabis terapeutica.

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