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Il cibo come “terapia” del III Millennio

PREVENIRE ATTRAVERSO IL NOSTRO DNA

Il progetto DNA & Prevenzione parte dall’evidenza che oggi è possibile utilizzare specifici test di genetica di nutrizione per svolgere un’azione preventiva estremamente mirata e selettiva ma soprattutto duratura nel tempo.

Il progetto si articola, quindi, su tre fondamentali aspetti:

  • Prevenzione del problema obesità: attraverso lo studio di specifiche sequenze del nostro DNA sarà possibile mettere in atto una serie di strategie nutrizionali e comportamentali volte a minimizzarne, se non addirittura spengerne, gli effetti sul nostro organismo. Sara quindi possibile indagare la parte genetica di un problema così ampio e complesso.
  • Prevenzione della sindrome metabolica: obesità, patologie cardiovascolari, diabete, ipertensione. Anche in questo caso sarà possibile analizzare determinate sequenze geniche, correlate a queste patologie cronico-degenerative, per contrastarne gli effetti in maniera diretta attraverso la nostra alimentazione. Ciascuno dei test effettuati ha specifiche linee guida di gestione che verranno applicate personalizzando il più possibile ogni forma di intervento.
  • Prevenzione delle intolleranze di origine genetica: prevenire le intolleranze al lattosio e al glutine è una delle priorità in caso di prevenzione perché rappresentano le condizioni più frequenti nella popolazione europea, l’Italia in questo caso non fa eccezione. Test genetici ormai consolidati, adottati anche in alcuni laboratori del servizio pubblico, riescono ad evidenziare queste condizioni prima ancora che insorgano dei sintomi permettendo così una valida azione preventiva attraverso precise e semplici strategie nutrizionali.

OBESITA’: un problema fin da bambini

Il Ministero della Salute stima che nel nostri paese i bambini tra i 10 e 14 anni con problemi di eccesso ponderale siano ben 1.100.000. Il 12% dei bambini risulta obeso, mentre il 24 % è in sovrappeso: più di un bambino su tre. Questi dati assumono in particolare rilevanza in termini di sanità pubblica, sia per le conseguenze dirette dell’eccesso di peso sulla salute fisica, psicologica e sociale dei bambini, sia perché tale condizione rappresenta un fattore di rischio per l’insorgenza di gravi patologie nell’età adulta. Un problema particolarmente grave è quello dell’insorgenza dell’obesità tra i bambini e gli adolescenti, esposti fin dall’età infantile a difficoltà respiratorie, problemi articolari, mobilità ridotta, ma anche disturbi dell’apparato digerente e di carattere psicologico. Essere obesi fin da bambini significa avere una altissima probabilità di trascinare questa condizione anche da adulti. La prevenzione attraverso indagini genetiche mirate permetterà di mettere in atto tutte le opportune azioni preventive fino all’età scolare.

DIABETE E SINDROME METABOLICA

Il diabete tipo 2 è la forma più comune di diabete e rappresenta circa il 90 % dei casi di questa malattia. La causa è ancora ignota, anche se è certo che il pancreas è in grado di produrre insulina, ma le cellule dell’organismo non riescono poi ad utilizzarla. In genere, la malattia si manifesta dopo i 30-40 anni e numerosi fattori di rischio sono stati riconosciuti associarsi alla sua insorgenza. Tra questi: la familiarità per diabete, lo scarso esercizio fisico ed il sovrappeso. Riguardo la familiarità, circa il 40 % dei diabetici di tipo 2 ha parenti di I grado (genitori, fratelli) affetti dalla stessa malattia, mentre nei gemelli monozigoti la concordanza della malattia si avvicina al 100 % suggerendo una forte componente ereditaria e quindi genetica per questo tipo di patologia. Il rapido aumento dei casi di malattia e la sua comparsa in età sempre più precoce, sta acquisendo le dimensioni di una vera e propria emergenza epidemiologica e sociale di portata mondiale, anche in ragione delle pesanti ripercussioni che la malattia ha sia sulla dimensione individuale sia su quella collettiva.

LE INTOLLERANZE GENETICHE

La tendenza a sottovalutare l’importanza di screening per le intolleranze alimentari è purtroppo oggi molto diffusa. Non si pensa, ad esempio, che circa il 70 % della popolazione europea risulta intollerante al lattosio con gravi conseguenze sia per la vita sociale ma anche e soprattutto per la salute. L’Italia rientra perfettamente in questa percentuale anche se molti di noi ignorano questo allarmante dato. L’intolleranza al lattosio è una condizione in cui il consumo di latte e lattici provoca una reazione non allergica che si manifesta con sintomi molto diversi. Si possono sviluppare le classiche manifestazioni gastro-intestinali (gonfiore addominale, nausea, crampi, stipsi o diarrea) ma anche sintomi quali cefalea, stanchezza cronica, dolori articolari o manifestazioni cutanee. Sembrerebbero tutti sintomi apparentemente non riconducibili a questa condizione eppure eliminato il nutriente specifico che li causa (il lattosio) si ripristina una condizione di benessere. Uno screening genetico permette di conoscere la propria predisposizione e di mettere quindi in atto, in maniera mirata, semplici strategie nutrizionali. L’importanza di questo approccio diventa ancora maggiore se si eseguono questi screening in maniera preventiva, prima che nel ungo periodo insorgano i sintomi. Lo stesso si può dir per quello che riguarda l’intolleranza al glutine (proteina presente in molti cerali), condizione ancora più delicata e subdola. Nei confronti di questo ingrediente si possono sviluppare 2 diverse condizioni: la celiachia, ovvero una intolleranza permanente al glutine, e la “sensibilità al glutine” come condizione transitoria. In entrambi i casi risulta di fondamentale importanza conoscere le proprie predisposizioni genetiche nei confronti di questo nutriente la cui assunzione, in alcuni soggetti, può dar luogo ad importanti conseguenze per il benessere e la salute. Uno screening preventivo permette di evitare che si instaurino condizioni di infiammazione cronica, le quali a loro volta possono provocare l’insorgenza di gravi patologie cronico-degenerative.

INDICAZIONI PROGETTO DNA E PREVENZIONE

Il progetto è basato sulla promozione della cultura della buona salute attraverso un sano ed equilibrato stile id vita. L’alimentazione è fondamentale in questa ottica, e attraverso le recenti scoperte nell’ambito della nutrigenetica, è oggi possibile capire come il nostro corpo reagisce a determinati alimenti. Vengono pertanto effettuati una serie di test genetici, attraverso un semplice tampone buccale, mirati a ricercare eventuali intolleranze al lattosio e glutine, a individuare polimorfismi che alterano il metabolismo della vitamina D, dell’acido folico, degli zuccheri, dei lipidi. In questo modo è possibile personalizzare l’alimentazione sulla base del nostro DNA.

Verranno eseguiti i seguenti test genetici:

  1. prevenzione e obesità
  2. prevenzione sindrome metabolica
  3. prevenzione intolleranze di origine genetica.

Le indicazioni ottenute nei test permetteranno di creare delle linee guida nutrizionali preventive valide nel corso di tutta la vita della persona.

Info e prenotazioni 065816695 


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